La logica è senza dubbio una delle componenti più importanti di qualsiasi concorso pubblico, come di qualsiasi test d’ammissione – non fosse che per il numero, solitamente elevato, di quesiti presentati ai candidati in questo ambito. Allo stesso tempo, e per le medesime ragioni, la parte di logica è statisticamente la sezione più ostica di una prova preselettiva, quella che può mettere più in difficoltà colei/colui che voglia accedere alla posizione del caso, sia essa un posto in un corso di laurea a numero chiuso, sia un posto di lavoro.
Nella maggior parte dei casi, la “difficoltà” percepita con la logica è puramente – perdonatemi il gioco di parole – psicologica. Infatti, molte e molti studenti e laureati (in particolar modo se provenienti da percorsi di studio non strettamente scientifici) credono che lo studio della logica richieda un vasto bagaglio e una spiccata dimestichezza con i numeri e la matematica. Ma questo è vero solo in superficie: infatti la logica ha a che fare con il logos, “la parola”, “il linguaggio”. E il fatto che questo linguaggio possa essere formato da caratteri numerici, piuttosto che alfabetici, non rappresenta affatto un problema.
Facciamo un esempio per capirci meglio. Date un’occhiata a queste due serie:
1) cane – gatto – petunia – volpe – gabbiano
2) 140 – 88 -91 -56 -78
Spendeteci trenta secondi sopra – non uno di più, non uno di meno. Non c’è neanche bisogno di esplicitare quale sia la richiesta del quesito, perché il vostro sistema cognitivo, praticamente in automatico, ha saputo estrapolare sia la domanda che la risposta (che sì, ha a che fare con l’identificazione dell’elemento estraneo: nella prima serie, l’unico termine che non è animale, nella seconda, l’unico numero dispari).
Ovviamente, si tratta di un quesito tutto sommato semplice, e certamente non rappresentativo di tutte le possibili domande (che includono anche la comprensione del testo, la capacità di operare deduzioni e inferenze, una minima conoscenza di cos’è un insieme…). Ma attraverso un buon allenamento, possiamo apprendere come individuare i pattern all’interno delle domande di logica che affollano le prove preselettive, così da ridurre la difficoltà – e soprattutto lo stress! – che questo tipo di prova il più delle volte implica.
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